SU DI ME
Andrea Gentili
Dall’arte digitale all’incisione: la creatività che non smette mai di evolvere
Ci sono percorsi creativi che non seguono una linea retta: si trasformano, crescono, cambiano materia. È il caso di Andrea Gentili, artista marchigiano che da oltre quarant’anni vive la comunicazione visiva come una missione e una continua scoperta. Dopo il Liceo Artistico, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Urbino, dove avviene il primo incontro con le tecniche incisorie, grazie ai maestri Bompadre e Bruscaglia.
Negli anni Ottanta, ispirato dal carisma di Massimo Dolcini, Andrea abbraccia la sfida della grafica di pubblica utilità fondando lo Studio Asa. È tra i primi a lavorare con i Macintosh, pioniere di una grafica computerizzata che allora era ancora territorio inesplorato. Da lì in poi, il suo lavoro diventa un ponte tra innovazione e tradizione: CD-rom avanguardistici, progetti digitali immersivi, collaborazioni creative e persino ricostruzioni virtuali su Second Life.
Parallelamente, la sua passione per la montagna e le leggende dei Monti Sibillini lo guida verso un racconto visivo del territorio: nasce così Sibylla.it, un viaggio tra mito e immaginazione, e poi progetti fotografici in VR che trasformano paesaggi e opere d’arte in esperienze esplorabili dal pubblico.
Docente, formatore, Adobe Certified Instructor: Andrea nutre una passione profondissima per la condivisione del sapere e insegna grafica ed elaborazione digitale in importanti istituti marchigiani.
Parallelamente, costruisce archivi visivi del territorio tra realtà virtuale e fotografia immersiva, curando portfolio e documentazioni artistiche per associazioni culturali e musei.
Ma nel 2014 accade qualcosa: un ritorno alle radici, un’illuminazione. Durante un corso internazionale di incisione, riscopre la bellezza della manualità, del segno inciso, dell’inchiostro che vive sulla carta.
Nasce così una nuova fase creativa: opere esposte in mostre nazionali, xilografie incluse in preziosi cofanetti dedicati a figure cardine della cultura italiana — da Carlo Bo a Marco Polo, da Padre Matteo Ricci a Giacomo Casanova.
Oggi, la sua ricerca continua. Il digitale lascia spazio alla materia:
dal pixel al segno, dal mouse alla sgorbia, dalla luce dello schermo alla pressione del torchio.
L’evoluzione non si ferma: la grafica diventa grafica — ancora, ma ogni volta più vera.