Descrizione Progetto

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AMANDOLA, L’Abbazia dei Santi Vitale e Ruffino

fu costruita nella metà dell’XI sec. sui resti di una cripta del VI sec., per volontà del Vescovo di Fermo, dei nobili di Smerillo e Monte Passillo (Signori feudali di Comunanza) con l’intento di attuare localmente esperienze di riforma monastica sostenuta da San Romualdo, promotore della Congregazione camaldolese e San Pier Damiani, teologo e Vescovo italiano. Sul lato sud troviamo il convento disposto su due piani che racchiude al suo interno un cortile centrale e la grande torre campanaria quadrangolare edificata nel XIII sec. che mette in comunicazione il convento con l’edificio religioso.

La cripta, scavata nell’arenaria e con volte a crociera, è suddivisa in cinque navate e, sulle pareti, sono ancora ben visibili alcune pitture a secco ed un ciclo pittorico del periodo tardo imperiale con figure di santi o defunti in atteggiamento statico. Sul perché sia stata costruita la cripta e del suo utilizzo non si hanno notizie ma si suppone possa essere stato un luogo di culto pagano, una grotta eremitica, un’area sepolcrale paleocristiana o una sala termale di epoca romana per la cura delle malattie della pelle vista la presenza di acque sulfuree in zona.

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