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Fermo, Biblioteca Civica Romolo Spezioli

Interprete dell’ esigenza di dotare Fermo di una raccolta civica che potesse soddisfare le esigenze della gioventù studiosa si fece il cardinale Decio Azzolino junior (1623-1689), fermano di origine, personaggio di respiro internazionale, consigliere della regina Cristina di Svezia, accorto politico e grande amante delle lettere. Alla liberalità del cardinale si lega l’episodio specifico che sancisce la nascita della Biblioteca civica: a proprie spese egli fece allestire, nel 1688, la Sala del Palazzo dei Priori fino ad allora impiegata per le rappresentazioni teatrali (oggi detta del Mappamondo) in in modo conveniente, facendone una splendida sala destinata ad accogliere volumi. Rispetto al nucleo originario costituito dal lascito del patrizio fermano Paolo Ruffo, il patrimonio della Biblioteca civica si è arricchito notevolmente nel corso dei secoli successivi, grazie ad altre donazioni e ad acquisti oculati che hanno permesso la costituzione di quel prezioso fondo antico che fa sotto questo profilo della Comunale di Fermo una delle biblioteche più prestigiose e patrimonialmente rilevanti del centro Italia.. Il fondo più prestigioso della Biblioteca Comunale di Fermo è quello intitolato a Romolo Spezioli (1642-1723). La ricchezza della sua biblioteca si lega al ruolo che egli ebbe – in virtù della familiarità acquistata a Roma con il suo illustre concittadino Decio Azzolino junior – presso la corte della regina Cristina di Svezia, della quale fu medico personale alla corte di Roma. Già nel 1703, a quasi quindici anni dalla scomparsa di Cristina di Svezia e nel pieno della sua attività, egli fece intendere la propria volontà di donare alla città natale tutti i suoi libri, tanto di medicina quanto d’ogni altra materia: pose tuttavia, da uomo pratico qual era, la condizione che la Biblioteca civica venisse dotata di un bibliotecario, cosa alla quale il Consiglio dovette provvedere immediatamente, chiamando alla onorifica carica il giureconsulto fermano Nicola Cordella. L’impegno del primo bibliotecario fermano dette i suoi frutti, tant’è che lo Spezioli si sentì di compiere l’ennesimo atto di generosità nei confronti della ormai ben avviata Biblioteca civica, destinando ad essa – per volontà testamentaria resa nota un anno dopo la sua morte, avvenuta nel 1723 – tutti i libri ancora in suo possesso E’ evidente che l’acquisizione delle collezioni del medico di Cristina costituì l’apice della storia della Biblioteca civica di Fermo; a seguito delle vicende ad essa connesse, che tanto lustro conferirono alla struttura, la consistenza dei fondi si stabilizzò, non essendoci stati fino ai primi dell’ottocento altri incrementi al di fuori di pochi acquisti ed alcuni scambi bibliografici.

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