Grottazzolina, Santa Maria a pié di Costa
Nel cuore di un luogo sospeso tra storia e devozione, sorge un gioiello architettonico che attraversa i secoli con la grazia delle cose autentiche: una piccola edicola del XV secolo, miracolosamente intatta e oggi abbracciata dalle mura della chiesa della Madonna delle Grazie. Un luogo dove ogni superficie racconta, dove la volta si apre in un cielo d’arte: i quattro Evangelisti, la Madonna in trono e il Bambino dialogano silenziosamente con i fedeli da più di cinquecento anni. Sulle pareti laterali, il Martirio di San Sebastiano e l’imponente figura di San Vincenzo Ferrer completano un racconto visivo di rara intensità.
La chiesa, costruita nel 1671 grazie alla generosità dei fedeli, nacque come segno tangibile della devozione alla Vergine. Attorno ad essa prese vita un piccolo ecosistema sacro: un campanile con una campana di 60 libbre, un altare impreziosito da una cappella dorata donata dalla Compagnia del Rosario e, accanto, una modesta abitazione per il guardiano e un orticello recintato, custodi silenziosi della quotidianità del luogo.
Con il tempo, la comunità non smise di investirvi cura e amore. La chiesa, inizialmente troppo bassa, fu rialzata grazie alla munificenza di un benefattore. Nel 1672 venne nuovamente benedetta e dedicata alla Visitazione della SS. Vergine, suggellando una rinascita che ancora oggi si respira nelle sue mura.
Nel 1728, un inventario ufficiale descrive questa “chiesa campestre intitolata alla Madonna, volgarmente chiamata a piè della Costa del Castello”, fissando sulla carta ciò che il tempo stava già trasformando in memoria.